E sono passati quattro anni, e si sono succeduti quattro
governi (eletti da tutti tranne che dagli elettori), e io ho cambiato tre case
(ma in compenso ora ho tre gatti), e ho perso qualche buona amica per strada
(però adesso ho due fedeli alane che mi fanno incondizionata e sincera compagnia
nei pochi momenti di solitudine).
Mi ricordo ancora quel sabato, del precedente post, uno
dei miei ultimi fine settimana ‘lavorativi’ poi, dal giugno dopo, a casa… “Non
ci servi più, non abbiamo più bisogno delle tue conoscenze/competenze, della
tua trentennale esperienza, noi siamo nati con i soldi e quindi ‘già imparati’,
bla bla bla… bla bla bla. E poi c’è la crisi e tu non vendi più, inoltre sei
presuntuosa e insofferente, e siccome dobbiamo tagliare qualcosa, e tu sei pure
la più anziana, ti diamo perfino l’onore di essere la prima (ad andare… oh
bella ciao)!”
E quindi il silenzio assordante del sentirsi totalmente
inutile, a chiunque, ti ritrovi improvvisamente inesistente per qualsiasi causa, per qualsiasi cosa. Nel giro di pochi mesi nessuno più ti chiama, ti cerca... Tranne che la vecchia, cara
equitalia (loro ti trovano sempre, ovunque... ergo esisti ancora!!! Non lo trovate terapeutico più del prozac?).
E poi i mari_o monti, gente più o meno e_letta, infine il
gioco anni ’70 della sedia, di quando il disco andava solo coi giradischi e
appena s’interrompeva la musica solo il più lesto-furbo si sedeva. Ahhh,
ricordi & 'friendzi'…
Nel frattempo tutto scorre, la tares, l’imu, l’isis… ma
noi, oggi, siamo ancora qua... eh già:
