Stamattina mi sono svegliata con la tristezza di dover
salutare lo zio Pippi, il fratello maggiore di mamma, ovvero il patriarca di casa
da quando rimasero orfani… cioè molto presto, purtroppo. Novant’anni non sono
un motivo per non rattristarsi… i genitori sono sempre genitori e ce se ne
rende conto solo quando si perdono. E così volevo abbracciare i miei cugini,
portare loro il mio affetto e la mia vicinanza, ed inoltre mandare un saluto a
mamma tramite lo zio… così.
Ma la giornata nascondeva ancora qualcosa… sulla strada
del ritorno mi è arrivato un messaggio che mi ha fatto buttare a terra il cellulare
come fosse bollente… oddio, non so, non so, fa male, forse ho letto male. Dino
si spaventa e si ferma, raccatta il telefono e legge, e poi spegne la macchina.
E’ incredulo pure lui, io dicevo fammelo rileggere, avrò visto male… la
Graziana? Ma forse dice la ‘mamma di Graziana’, era lei che stava male… La Graziana?
La MIA Graziana?
Come un animale ferito e sofferente mi ha allontanata da
lei, dopo un po’ di anni passati insieme a conoscerci ed amarci, all’incirca un
anno fa, quando cioè ha avuto certezza del suo male, ma che io ignoravo… fino a
qualche ora fa.
Mi ha presa in giro, diceva che non era niente, che era
un piccolo problema e che si sarebbe risolto ma, diceva, intanto la vita ha
delle fasi e la nostra fase insieme è finita, bisogna cambiare, andare avanti,
non fossilizzarsi, aprirsi a nuovi amici… accettare.
Cancellata da facebook, telefonate e messaggi senza
risposta… lei proprio testarda all’infinito, mentre io mi arrovellavo nel chiedermi
che cosa le avessi fatto (involontariamente, a volte può succedere) di così
grave da meritare questo ‘abbandono’, ripercorrevo gli ultimi incontri, le
telefonate, le mail… per capire. Di giorno ci pensavo, la notte spesso la
sognavo (mi mancava da morire) e dopo un po’ di mesi ho mollato, anch’io privata
da poco di mia mamma, e quindi senza energia sufficiente, armata solo della
speranza che prima o poi sarebbe tornata in sé… e di nuovo vicina a me,
soprattutto.
Aspettavo solo questo, un’amicizia così profonda non può
finire, ero fiduciosa.
E invece, all’ora di pranzo, in macchina, mi arriva la
notizia, quella che non mi aspettavo, e che solo ora l’amica comune si è sentita
libera di darmi… ora che lei non può più incazzarsi.

Nessun commento:
Posta un commento